ORIGINI

 

            

 

Le origini sono ancora oscure,  ma recenti scoperte avvalorano l' ipotesi che l' altopiano dell' Alfina

era abitato sin dagli albori della vita alcune tradizioni potrebbero addirittura risalire alla cultura dei Celti

e al loro passaggio in Umbria

La grotta preistorica del 16° secolo a. C. studiata nel 1993 è una delle prove che sin d' allora  è presente

una frequenzazione umana del territorio, le tre necropoli presenti giustificano il sorgere della domanda

su dove siano state posizionate le città di cui facevano parte.

Arrivarono poi i conquistatori romani che  hanno lasciato i  resti di diverse ville e cisterne in

diverse località del territorio come quelle esistenti a Casa perazza, Piombino, la Guerriana , l' Alfina e

Casa  Bruciata.

Terminata  l' era romana arrivarono longobardi e bizantini, ma fu  il conte Ranieri uno degli ultimi

longobardi  rimasti che  detenne la proprietà  del territorio dell' Alfina e tra le ville esistenti una sembra

prendere  sempre più importanza  quando nel  1140 un abitante  di  Vallocchi  Ildebrando Beccari  viene

eletto vescovo di Orvieto.

Nel 1157 quasi la totalità dei primi consoli di Orvieto sono provenienti o riconducibili a Vallocchi.

Durante i secoli a venire si susseguono canonici e personalità provenienti sempre dal territorio di San

Donato fino 1336  quando con l' eccidio di ghibellini, patarini e templari terminò l'ascesa al comando di

Orvieto.

Vallocchi si riprese 50 anni dopo rinforzata e protetta da una rocca, ma di nuovo guerre intestine e

invasioni francesi la trasformarono in quello che si ricorda tra le pagine storiche come  < il distrutto

villaggio > , con l' arrivo del vescovo Giorgio della Rovere fu cancellato poi quasi ogni ricordo, solo

il santo protettore  è rimasto per ricordarci  la sua presenza.

La venuta del vescovo Sannesio riportò stabilità nel paese fu restaurato il castello in palazzo come era in

precedenza  e una nuova chiesa fu eretta in favore dei due patroni il precedente san Giorgio e san

Pancrazio portato dal Della Rovere  rimasti insieme fino ad oggi.

 

Marco Morucci 2010